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VITAL
di
Marina Del Vecchio
Il tema del rapporto tra vita e morte, ma
soprattutto quello della ricerca del sé trattato con la consueta
propensione pittorica e materica e attenzione coloristica è al
centro del nuovo film di Tsukamoto Shinya, da sempre teso nelle sue opere
a indagare l'uomo e il suo rapporto fisico col mondo circostante.
Qui il corpo, che trionfava nel cyborg Tetsuo ma anche nella
celebrazione dell'amore fisico di A Snake of June, è più
un pretesto o un punto di partenza per approdare alle più ampie
questioni del ricordo e della morte intesa come oltre da sé e come
esplorazione dei propri limiti.
Il giovane Hirogi reduce da un incidente d'auto (di cui si dà una
meravigliosa rappresentazione degna di Cronenberg) in cui ha perso la
memoria, si iscrive alla facoltà di medicina dove conosce Ikumi.
Nel frattempo viene "visitato"dalla sua ex ragazza, Ryoko, morta
nell'incidente, che si scoprirà anche essere il cadavere che Hirogi
e Ikumi sezionano al corso di autopsia.
Hirogi è dunque diviso tra due donne: una, viva, che cerca di approfondire
il significato della morte; l'altra che dopo la morte ha recuperato la
vitalità che le mancava e che vuole trasmettere a Hirogi questa
ritrovata gioia di vivere.
Rispetto ai film precedenti, la dimensione dell'amore ha i toni più
sfumati, eleganti e luminosi del ricordo struggente in cui dominano la
nostalgia e il senso di perdita più che la dimensione oscura del
proprio lato nascosto (Gemini) o la difesa della spontaneità
fisica contro l'oppressione e la costrizione della città moderna
(Snake of June).
Anche a livello coloristico la nuova tonalità più riflessiva
di Vital si distingue nettamente dal monocromo metallo –
argentato di Tetsuo e dal blu misto al cemento armato di Snake
of June, poiché alterna i colori monotoni e cupi e grezzi
della città all'arancione e alle tinte calde e vespertine che caratterizzano
gli incontri di Hirogi con l'oggetto d'amore che ha perso per sempre.
[settembre
2004]
regia,
sceneggiatura, montaggio, fotografia, produzione: Tsukamoto Shinya;
musica: Ishikawa Chin; interpreti: Asano
Tadanobu, Tsukamoto Nami, Kiki; distribuzione: Revolver;
origine: Giappone 2004; durata: 86'
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Nanuc: rivista di cinema, interviste, recensioni sul festival di Venezia