THE DARJEELING LIMITED di Marina Delvecchio Concorso Per
chi ha molto amato I Tennenbaum e il successivo (e geniale) Le
avventure acquatiche di Steve Zizou non sarà una novità,
anzi una bella conferma. The Darjeeling Limited (e il cortometraggio
che lo precede, Hotel Cavalier), nuovo film di Wes Anderson,
è un’opera non meno originale e intensa delle precedenti,
anzi. Si può dire che in qualche modo le riassuma e le superi.
Trattando infatti il tema della morte del padre e della sua elaborazione
da parte di tre ricchi e sclerotici fratelli americani, Wes Anderson -
e con lui gli altri autori della sceneggiatura, Jason Schwartman, interprete
di uno dei tre, e Roman Coppola – approfondisce e completa le tematiche
della famiglia e dei difficili e laceranti legami familiari sempre con
lo stile giocoso, paradossale e malinconico insieme che lo contraddistingue.
Il clan di attori –autori di cui di solito si serve schiera le sue
punte di diamante: Owen Wilson, di cui Anderson ha ricoradato in conferenza
stampa il contributo fondamentale alla sceneggiatura; Bill Murray, in
un geniale cammeo; Angelica Houston, nel ruolo della madre assente perché
ritiratasi in un monastero dell’Udaipur; Jason Schwartzman, già
citato per il suo consueto contributo alla stesura della storia e della
sceneggiatura, interprete di Jack. Ad essi si aggiunge questa volta il
lunare Adrien Brody, nei panni del fratello dal muso lungo. I tre, che
rispecchiano la vita dei loro stessi autori, figli della golden Hollywood
spesso corrosi da un’irrequietudine che si trasforma in dipendenze
e male di vivere, si riuniscono per compiere un bizzarro viaggio che li
allontanerà da vite insoddisfacenti. “Il viaggio dei fratelli
è una ricerca: della madre e di se stessi” ha dichiarato
lo stesso Anderson, che nel film ha profuso ossessioni e passioni autobiografiche:
dalla musica dei Beatles ai film di Renoir e Satyajiit Ray. [dicembre
2007]
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