E' SEMPRE ADESSO di Marina Delvecchio “Prima
era prima, adesso è adesso” dice Colin Farrell a Ewan McGregor
in Cassandra’s Dream. “È sempre adesso”
gli risponde il fratello, moderno Caino. È sempre presente nel
mondo post undici settembre nel quale viviamo. Il passato non c’è
più, è stato spazzato via come i villaggi dello Shanxi di
Still Life, l’anno scorso vincitore a Venezia. Il futuro
è impossibile da costruire, persino da pensare, da immaginare,
da sognare: troppo precario, non ha premesse a cui ancorarlo. Come quello
di Angie, protagonista del film di Ken Loach, It’s a free world,
che a trent’anni ha cambiato dieci lavori e che si trasforma in
un’imprenditrice che sfrutta i deboli e gli indifesi, nello smarrimento
di ogni valore etico e ogni solidarietà sociale. Ma non importa
se sgomita per arrivare: è la società che glielo ha insegnato
e questo le permetterà di iscriversi tra i consumatori felici,
di assicurare un futuro a suo figlio. Così conta solo il momento,
conta solo il mio disagio perché il lavoro non garantisce più
né dignità né sicurezza. Nemmeno la sofferenza dell’altro
esiste più, perché si va troppo di fretta o perché
ad uccidere un uomo non si prova più niente, è “come
pulire un pesce dalle budella”, dice uno dei marines di Redacted
di De Palma. [dicembre
2007]
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