IT'S A FREE WORLD di Marina Delvecchio Concorso Al centro
del nuovo film di Ken Loach vi è la sua protagonista, Angie. Il
suo personaggio (nell’ottima interpretazione della debuttante Kierston
Wareing, capace di rivestirlo di molteplici sfumature e sfaccettature
che incarnano il fascino) è l’oggi, siamo noi, è il
mondo “libero” di cui parla il titolo. Per Loach, infatti,
non si tratta più, come nei film precedenti (da Family Life
a Ladybird Ladybird), di dare voce ad una classe operaia
che forse non esiste più, perché è diventata liberista
e cinica ed è stata conquistata dalla stessa ansia di successo
dei suoi padroni e nemmeno agli immigrati (come ne Il pane e le rose).
È il mondo globalizzato con la sua presunta libertà del
denaro che viene ritratto e messo sotto accusa, è la working class
di ieri che oggi “aspira a stare dalla parte dei vincitori”
e che pur di arrivare ad iscriversi tra i consumatori felici mente, ruba,
umilia. Angie è una di loro: stufa di essere fregata ha deciso
di adeguarsi. Del resto come biasimarla? Ha cambiato dieci lavori, deve
mantenere un figlio senza un compagno: è dura e scorretta, ma non
più di quanto i suoi datori di lavoro lo siano stati con lei. [dicembre
2007]
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