Il regista di matrimoni di Michele Nanni Il matrimonio
è tutto concentrato nella risposta della sposa, è un momento
dilatato durante il quale l'uomo non è neanche in secondo piano,
è come inconsistente. La sposa è in primo piano e su di
lei si concentra l'attenzione di tutti, ma è come nascosta, schermata
dal velo quasi riflettente, impenetrabile all'occhio elettronico della
telecamera di Franco Elica. Occhio che più si avvicina fisicamente
più si allontana dalla verità dell'immagine che oppone la
resistenza del bianco. L'attesa si dilata ancora, la risposta non arriva,
una schiera di fotografi ed operatori cominciano a scattare, si posizionano,
ma il velo rende l'immagine del volto impenetrabile. La risposta non giungerà
mai a compimento, né in questa prima scena né nelle successive,
non ci sarà un sì od un no, non ci sarà soluzione,
ma formazione continua. Vjaceslav Ivanov, nelle sue considerazioni sul simbolo, ha così espresso il suo atteggiamento rispetto ad esso (quello che lui chiama "simbolo" io lo chiamo "immagine"): "Il simbolo è veramente tale soltanto quando esso è inesauribile e sconfinato nel suo significato, quando esso esprime nel suo linguaggio arcano (ieratico e magico) dell'allusione e della suggestione, qualcosa di inesprimibile, qualcosa rispetto a cui la parola esteriore è inadeguata… Esso possiede una molteplicità di volti e di pensieri ed è sempre oscuro nella sua profandità. Esso è una formazione organica, come un cristallo… Esso è persino una sorta di monade e in ciò differisce dalla struttura complessa e scomponibile dell'allegoria, della parabola o della similitudine… I simboli sono indicibili e inspiegabili, e noi siamo impotenti davanti al loro significato interiore e misterioso…".(2) (1)Gilles
Deleuze - Cinema 2: L'immagine-tempo Ubulibri 1989 [maggio 2006]
Regia: Marco Bellocchio; soggetto e sceneggiatura: Marco Bellocchio; fotografia: Pasquale Mari; montaggio: Francesca Calvelli; musica: Riccardo Giagni; scenografia: Marco Dentici; costumi: Sergio Ballo; interpreti: Sergio Castellitto (Franco Elica), Donatella Finocchiaro (Bona Gravina), Sami Frey (Il Pricipe di Gravina), Gianni Cavina (Smamma); produzione: Marco Bellocchio e Sergio Pelone per Film Albatros, Rai Cinema, Dania Film, Immagine & Cinema, con il sostegno del Mibac; distribuzione: 01 Distribution; origine: Francia/Italia 2005; durata: 107'.
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