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I'M NOT THERE

di Marina Delvecchio

Concorso

Singolare biografia critica di un mito della musica come Bob Dylan firmata da Todd Haynes, regista conosciuto per Lontano dal paradiso e Velvet Goldmine, dedicato al mondo del glam-rock e alle figure di David Bowie, Iggy Pop e Lou Reed.
Per filmare la vita e la carriera decisamente complesse di un musicista enigmatico e indecifrabile, famoso anche per la sua abitudine a fornire sempre diverse versioni di sé, Haynes lo ha scomposto in tanti personaggi diversi, affidando ad ognuno il compito di mostrare un aspetto particolare della personalità multipla di Dylan (che è rimasto entusiasta del progetto, l’unico dei tanti su di lui che ha approvato).
“La mia è una speranza – dichiara il regista – ricordando gli anni trionfali di Dylan, i Sessanta, con la guerra del Vietnam contro cui i giovani americani si opponevano, spero che si spezzi la rassegnazione attuale dell’era Bush, che si ritrovino i contenuti veri di una società libera, giusta e democratica. Ho scelto proprio Bob Dylan perché è la personificazione del pluralismo americano, con tutto il suo bagaglio di conflitti, trasgressioni e tradizioni.”
Raffinata lettura dell’universo dylaniano ben lontana dalla classica agiografia e basata proprio sull’idea del polimorfismo I’m not there propone un caleidoscopio di personaggi, di cui nessuno si chiama Bob Dylan, interpretati da un collettivo di attori in stato di grazia: Christian Bale, il Dylan folk singer che diventa pastore evangelico; Heath Ledger, divo del cinema dalla burrascosa relazione con la pittrice Claire (Charlotte Gainsbourg); il Dylan rockstar del 1966, interpretato dalla geniale Cate Blanchett; e infine Billy the Kid (Richard Gere), protagonista di un film di Peckinpah a cui Dylan partecipò e per cui scrisse un’indimenticabile colonna sonora. Tutte o solo alcune delle facce di un cantante ormai mito che di sé diceva “Quando mi sveglio sono una persona e quando vado a dormire un’altra. Per la maggior parte del tempo non so chi sono”.

[dicembre 2007]