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REDACTED

di Marina Delvecchio

Concorso

La questione della verità delle immagini è uno dei problemi più importanti che hanno attraversato il secolo appena trascorso e che, mai come oggi, sono centrali per l’informazione e per il nostro modo di conoscere il presente. Potrebbe essere una legge: dal momento in cui l’immagine si vanta di oggettività (attraverso il suo meccanismo di enunciazione e il suo commento), è sicuro che serve da specchietto per le allodole. In un mondo collegato alla durata continua dell’avvenimento, infatti, “l’informazione è ridotta ad un enunciato di fatti e rifiuta di considerare la propria parte fittizia. In un simile mondo che impedisce di mettere in relazione e di creare raccordi, per il cinema la questione è proprio quella di creare una rappresentazione. “
Brian De Palma non è mai stato un regista dichiaratamente politico, fatta forse eccezione per Vittime di guerra (1989). È per questo che il suo Redacted, indubbiamente uno dei film più interessanti e incisivi visti quest’anno a Venezia e un duro atto d’accusa non solo contro Bush, ma contro tutta la cultura americana delle immagini, ha positivamente sorpreso critica e pubblico.
Per ricostruire uno degli episodi più ignobili della guerra in Iraq – lo stupro di una quindicenne ad opera di un gruppo di marines di stanza a Samarra e lo sterminio della sua famiglia per occultare il fatto – il regista, infatti, ha scelto una forma cinematografica nuova e inedita, che riflette su stessa e sul potere dell’informazione “redacted” appunto, - cioè editata, censurata e pronta per la stampa, perché purgata di ciò che non si può dire o mostrare - mettendosi in discussione ed evidenziando i limiti della sua presunta oggettività e della sua ambizione di ricostruzione della realtà sullo schermo. “Nonostante l’omertà di commilitoni e superiori, quella vergogna è venuta fuori in tutti i suoi ignobili dettagli grazie ai nuovi media, Internet, Youtube e i vari blog – ha dichiarato De Palma alla conferenza stampa -. Sulla guerra in Iraq il governo Usa mette in atto una seria pulizia “legale”.” Solo “immagini di immagini”, dunque: che siano il film amatoriale di un giovane marine di origine ispanica che spera così di conquistare la borsa di studio di una importante scuola di cinema, i video dei siti web islamici che trasmettono la decapitazione di un ostaggio senza censure, il presunto reportage neutrale di un giornalista francese o i blog con cui i militari comunicano con i familiare. Il tutto sottolineato dalla musica dolente dalla stessa musica di Barry Lyndon, la “Follia di Spagna” rielaborata da Handel. Tutto dichiaratamente ricostruito da De Palma e tragicamente verosimile, Redacted ci costringe a guardare in faccia l’orrore della guerra e del mondo contemporaneo: non solo la fabbricazione di presunte immagini “vere” per manipolare l’opinione pubblica, ma l’uso che ne viene fatto ormai da più parti per alimentare i focolai di violenza. “Per il pubblico sarà un’esperienza dura – conclude De Palma - ma spero che nessuno chiuderà gli occhi. Bisogna guardare la realtà, non i reality.”

[dicembre 2007]