Nanuc: rivista di cinema, interviste, recensioni sul festival di Venezia
Nanuc - homepage

ultime uscite

approfondimenti

male e peggio

interviste


contatti

link

credits

Fuori Concorso

RETRIBUTION

di Michele Nanni

In Retribution di Kiyoshi Kurosawa l'acqua è salata. E' l'acqua di una baia vicino a Tokyo, utilizzata dai personaggi del film per uccidere le proprie vittime. E' l'elemento dal quale risorgono i fantasmi/spettri di un passato che non si cancella, che ritorna ossessivo come la "vendetta", la punizione per aver voluto cancellare tutto.

L'acqua salata del canale separa gli assassini dalle vittime, la morte dalla vita. Ma li riunifica attraverso la rivivificazione, il ritorno dal passato, dall'altra sponda del canale, Acheronte dantesco, sponda della morte e dell'abbandono dove un vecchio istituto psichiatrico custodisce orrori che emanano urla assordanti in tutta la "zona". "Qui avrebbe dovuto sorgere la città futuristica mai realizzata", osserva la ragazza dell'ispettore.

Acqua stagnante che non scorre come il tempo fermo di una città che non si muove, che rimane sullo sfondo, inquadrata da un teleobiettivo che tiene schiacciato il movimento in progressione, dall'altra parte del ponte, oltre il canale salato.

E non importa se l'impianto del "Kaidan" (storie di fantasmi tradizionali giapponesi) lo spinge a tratti verso un film di genere, d'altra parte questa era la volontà di Taka Ichisa, produttore tra gli altri di Ring e The Grudge . Retribution è la storia di alcune persone che navigano in acque confuse e dell'oscurità che aleggia sia sul presente che sul passato". *

Sul finale l'ispettore compie l'attraversamento del canale grazie ad un individuo che lo invita a salire su una vecchia imbarcazione. Durante la traversata, forse il momento più poetico del film, il teleobiettivo della m.d.p. inquadra la città futuristica che avanza, le gru e le ruspe che lavorano alla demolizione della città "moderna" in cemento armato per sostituirla con quella "postmoderna" in vetro e metallo. Si raggiunge finalmente la zona abbandonata, il vecchio istituto psichiatrico, una sorta di risacca temporale dove il passato si raggruma addosso ad un presente che non si svolge. Il punto di arrivo, il passaggio successivo del viaggio dell'ispettore è quello di entrare dentro un cristallo dove lui e la donna amata (ed uccisa) appaiono e scompaiono su due lati di una soglia che separa campo e controcampo. Dualità intrappolata nello stesso cristallo ma tenuta separata nell'irriducibile contemporaneità di una morte vivente ed una vita morente.

Regia e Sceneggiatura : Kiyoshi Kurosawa; Montaggio : Takahashi Nobuyuki; Musica : Haishima Kuniaki; Interpreti :Yakusho Koji, Konishi Manami, Ihara Tsuyoshi, Hirayama Hiroyuki; Produzione : Ichise Taka, Oz co.; Origine : Giappone, 2006; Durata : 103'.

[settembre 2006]

 

* Kiyoshi Kurosawa